da cosa è composta

Una linea vita per essere a norma di legge deve sostanzialmente soddisfare tre condizioni: essere composta da elementi con certificazione UNI, essere installata da personale abilitato ed essere ancorata ad un supporto in grado di reggere le forze che si sprigionano in caso di caduta. Andiamo ad analizzare punto per punto.

Certificazioni UNI - Tutti gli elementi che compongono la linea vita devono essere conformi a quanto prescritto dalla norma UNI EN 795, quindi devono essere stati sottoposti alle prove che detta norma prescrive (resistenza statica, resistenza dinamica, etc.) ed averle superate tutte. Questo deve essere provato dalla ditta produttrice degli ancoraggi mediante il rilascio delle relative dichiarazioni di conformità EN 795, certificati che andranno a far parte integrante della documentazione della linea vita.

Montaggio effettuato da personale abilitato - La normativa sancisce che le linee vita devono essere installate da personale qualificato. Dato che non esiste un unico corso approvato a livello nazionale per la formazione della figura del tecnico installatore di linee vita, ogni produttore di sistemi anticaduta organizza dei propri corsi di formazione interni in cui insegna ad installare nel modo corretto i propri prodotti. Al termine di questi corsi viene consegnato ai partecipanti un attestato di frequenza che li autorizza a rilasciare, a montaggio avvenuto, un certificato di corretta installazione. Sia questo certificato che l'attestato di frequenza del corso per montatori andranno a far parte della documentazione della linea vita.

Montaggio effettuato su strutture idonee - L'ultimo punto è forse il più importante ed è quello che sancisce che tutti gli elementi che compongono la linea vita debbano essere installati su strutture idonee a reggere i carichi generati da un'eventuale caduta. Per accertarsi di questo è necessario che un ingegnere strutturalista verifichi, prima del montaggio della linea vita, che gli elementi architettonici a cui questa si andrà ad ancorare siano idonei. Il superamento di questa verifica da parte della struttura dovrà essere comprovata mediante il rilascio da parte dell'ingegnere di una relazione di calcolo. Anche questa documentazione sarà parte integrante della documentazione della linea vita.

Per completare la documentazione di cui sopra servono ancora due elementi: il progetto ed il piano di movimentazione.

Il progetto viene redatto da un tecnico abilitato e descrive quali elementi comporranno la linea vita e dove dovranno essere fissati alla copertura, tenendo conto di quanto indicato nella relazione di calcolo dallo strutturalista. Il posizionamento dei vari elementi dovrà essere pensato per permettere all'operatore di muoversi sulla copertura sempre in sicurezza e dovrà tener conto di tutti i problemi legati ad un eventuale caduta (effetto pendolo, corpi sporgenti dalla facciata come poggioli e balconi, etc.).

Il piano di movimentazione viene solitamente redatto da chi si è occupato del progetto e non è nient'altro una pianta della copertura con indicato chiaramente il posizionamento dei fissaggi, la loro tipologia, come utilizzarli, le zone del tetto più pericolose e come muoversi in prossimità delle stesse. E' da posizionare in un luogo ben visibile vicino all'accesso alla copertura ed è di solito accompagnato da un manuale d'uso e manutenzione rilasciato dal produttore del sistema anticaduta.




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